L’edificio malato
Le cause principali sono state individuate nell'impiego indiscriminato di materiali sintetici per gli arredi, come moquette, laminati plastici, finiture non naturali, nell'uso costante di apparecchiatura come macchine fotocopiatrici e computer, nell'abuso di illuminazione artificiale e di impianti di condizionamento e Oltraggio dell'aria. Questi ultimi, presenti ormai in tutti i luoghi di lavoro, negli alberghi, nei treni e nei luoghi dedicati alla salute, come palestre e case di cura, sono i principali responsabili dell'inquinamento interno degli ambienti.
La sick building syndrome
A simbolo di qualità negativa dell'abitare, riportiamo il tristemente noto caso dell'edificio sede della Commissione Europea del Berlaymont, un bellissimo palazzo di vetro che, nel 1991, dovette essere demolito perché completamente imbottito di amianto, un materiale rivelatosi altamente cancerogeno. Gli oltre trenta funzionari che vi lavoravano si stavano, infatti, progressivamente ammalando. Questo è un caso tipico ed evidente di sick building syndrome (sindrome da edificio malato), espressione coniata di recente dalla ricerca scientifica che indica lasintomatologia di persone che dimorano in edifici ad azione patologica, soprattutto uffici e luoghi pubblici. Un aumento della sick building syndrome viene collegato alla necessità di risparmiare nel riscaldare e raffreddare gli edifici. La crisi energetica degli anni Settanta ha portato a concepire ambienti sempre più sigillati, con finestre e soffitti ad alta capacità isolante. Questo ha ridotto drasticamente la ventilazione con aria esterna, favorendo l'azione delle sostanze negative e dei microrganismi, che in questo modo si concentrano all'interno dell'edificio e vengono distribuiti nei vari ambienti attraverso i canali di aerazione, sulle pareti dei quali vivono e si riproducono funghi e muffe. I filtri non sostituiti o puliti frequentemente degli impianti si intasano di polveri e, insieme con i bacini dei condizionatori e degli umidificatori, offrono condizioni ideali per lo sviluppo e la proliferazione di batteri di varia natura. Col funzionamento dell'impianto, batteri e polveri vengono messi in circolazione nell'ambiente, amplificando la loro l'azione negativa.
Gli ambienti di lavoro
Gli ambienti di lavoro e gli uffici sono spesso un concentrato di elementi che non aiutano il nostro benessere: moquette che accumulano carica elettrica e batteri, luci al neon che mettono in tensione l'organismo, computer e fotocopiatrici che deionizzano e inquinano l'aria, forme e colori deprimenti, sono, infatti, tutti elementi comuni nei nostri uffici. Il problema non consiste tanto nella quantità degli elementi nocivi presenti nell’ambiente, che fortunatamente è spesso bassa, quanto nel fatto che vi si soggiorna a lungo; il luogo di lavoro è, infatti, l'ambiente in cui si vive veramente, dove si passa la maggior parte del tempo da svegli. 1 principali disturbi causati dall'aria malsana degli uffici sono nausea, tosse, sinusite e asma. Funghi e batteri in particolare possono causare irritazioni e malattie agli occhi, alle vie respiratorie e disturbi gastroenterici.
L'aria e l'inquinamento interno
Poco noti sono gli effetti che hanno sull'organismo di ciascuno di noi le case che abitiamo quotidianamente, cominceremo la nostra analisi dall'aria, elemento fondamentale per la nostra salute. Ogni giorno assumiamo approssimativamente 1 chilo di alimenti solidi, 3 litri di liquidi e 8 640 litri d'aria: 6 litri circa al minuto. Bastano questi dati a rilevare l'importanza vitale dell'aria e la necessità della sua purezza. L’aria pura fornisce energie chimiche, magnetiche ed elettriche; determina con l'ossigeno la combustione degli alimenti, realizzando il processo di nutrizione e depurazione. La diminuzione di assunzione di ossigeno è riconosciuta come una delle ragioni che determinano il calo di efficienza del corpo e un più rapido invecchiamento. L’espressione "mi manca l'aria" è quanto mai appropriata, se è riferita ai nostri appartamenti; spesso, infatti, l'inquinamento interno delle case e degli uffici, tocca livelli di concentrazione che all'aperto sarebbero considerati contrari alla legge. Vediamo quali sono le principali cause dell'inquinamento interno.
La casa sigillata
La casa non respira solo attraverso le porte e le finestre, ma, proprio come la pelle, attraverso tutta la sua struttura, il pavimento, le pareti, i solai. Gli elementi che impediscono la respirazione sono le intercapedini dei muri riempite con isolanti termici, le pareti ricoperte con vernici e resine plastiche, le carte da parati sintetiche e le colle, i tetti impermeabilizzati con catrame; inoltre, dotando finestre e porte di guarnizioni e doppi vetri, riduciamo di oltre il 10% la ventilazione. In tutti questi casi le particelle tossiche prodotte dall'abitare tendono a permanere, ristagnando tra le pareti, come in un sacchetto di plastica.
I materiali inquinanti
I materiali comunemente usati oggi nelle costruzioni nascondono talvolta dei pericoli: i cementi e le calci vengono spesso mescolati a composti di sintesi per farli indurire meglio e più velocemente; le intercapedini all'interno dei muri vengono riempite di agglomerati espansi, di materiali termoisolanti e fonoassorbenti di origine chimica e di scarsa qualità. I sottofondi dei pavimenti, le colle per le mattonelle, alcune vernici interne ed esterne contribuiscono notevolmente all'inquinamento domestico; i materiali sintetici usati nei pavimenti di plastica e nelle superfici in laminato dei mobili con l'invecchiamento e l'usura cedono nell'ambiente particelle inquinanti sotto forma di sostanze volatili che entrano nell'organismo con la respirazione.
I gas radon
È un altro dei pericoli invisibili che possono stazionare all'interno delle nostre case. Si forma nel sottosuolo dal decadimento dell'uranio e successivamente del radio; è radioattivo e, se respirato per lungo tempo e in concentrazioni elevate, può provocare il cancro ai polmoni. Le sorgenti principali del gas radon sono il tufo, il granito, il cemento, la sabbia. Il gas radon arriva in superficie favorito da faglie e fratture geologiche; in Italia, la sua concentrazione varia di livello a seconda delle zone Le abitazioni più a rischio sono quelle poste su terreni particolarmente radioattivi e quelle costruite con materiali a radioattività elevata; il pericolo sussiste anche se l'edificio viene costruito su una faglia dalla quale il gas può uscire più facilmente. Si concentra principalmente nelle cantine e nei piani bassi degli edifici, favorito dallo scarso ricambio d'aria; penetra all'interno attraverso i muri e si mescola all'aria che respiriamo. Anche questo è un problema che può essere eliminato aumentando la respirazione della casa, in special modo quella delle cantine e dei locali a diretto contatto col terreno.
COSA DICONO LE LEGGI
Il riferimento principale è rimasto il Dpr 303/56, così come modificato dal Dlgs 626/94 e dal Dlgs 242/96. Riportiamo qui di seguito i testi più interessanti con alcune spiegazioni. "Nei luoghi di lavoro chiusi è necessario far sì che tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi dispongano di aria salubre in quantità sufficiente anche ottenuta con impianti di aerazione". Il ricambio d'aria deve essere ottenuto mediante superfici apribili (aerazione naturale), secondo quanto previsto dai regolamenti locali di igiene edilizia. Qualora l'aerazione naturale sia insufficiente, si deve disporre di un sistema di parziale e sufficiente immissione di aria dall'esterno, adeguatamente trattata, secondo le norme di buona tecnica (vedi Linee guida delle regioni). "Se sono utilizzati impianti di condizionamento dell'aria o di ventilazione meccanica, essi devono funzionare in modo che i lavoratori non siano esposti a correnti fastidiose". "Qualsiasi sedimento o sporcizia che potrebbe comportare un pericolo immediato per la salute dei lavoratori dovuto all'inquinamento dell'aria respirata, deve essere eliminato rapidamente". "La temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all'organismo umano durante il tempo di lavoro..." "...si deve tener conto (..). del grado di umidità e del movimento dell'aria concomitanti" "Le finestre, i lucernari e le pareti vetrate devono essere tali da evitare un soleggiamento eccessivo dei luoghi di lavoro..." Gli impianti di condizionamento sono, a volte, fonte di inquinamento: - quando riprendono l'aria da zone inquinate, per esempio da gas di scarico - quando vi si annidano agenti patogeni
PARTICOLARE IMPORTANTE E’ LA MANUTENZIONE PERIODICA DELL’IMPIANTO DI CONDIZIONAMENTO SENZA LA QUALE L’IMPIANTO PUO’ ESSERE DANNOSO ALLA SLAUTE:
LEGGE 626, ART 32
(Obblighi del datore di lavoro)
1. Il datore di lavoro provvede affinchè:
b) i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare manutenzione tecnica e vengano eliminati, quanto più rapidamente possibile, i difetti rilevati che possano pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori.

